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Autoanalisi: quali valori contano davvero (e quali no)

autoanalisi

Il rischio è doppio: preoccuparsi inutilmente per valori poco significativi oppure sottovalutare segnali che meritano attenzione. Capire quali valori contano davvero è fondamentale per usare le autoanalisi nel modo giusto.

 

Cosa sono davvero le autoanalisi

Le autoanalisi non sostituiscono gli esami di laboratorio o la visita medica. Servono piuttosto a:

• monitorare l’andamento di un parametro nel tempo

• intercettare variazioni anomale

• supportare la prevenzione


Il loro valore sta nella continuità e nel contesto, non nel singolo numero.

 

Il valore più importante? La tendenza, non il dato isolato

Uno degli errori più comuni è fissarsi su un singolo risultato.

Un valore leggermente fuori range:

• può dipendere da cosa hai mangiato

• dall’orario del test

• dallo stress o dall’attività fisica recente


Quello che conta davvero è come cambia nel tempo. Una glicemia costantemente in aumento è più significativa di un picco occasionale.

 

Glicemia: quando preoccuparsi (e quando no)

La glicemia è tra i parametri più controllati, ma anche tra i più fraintesi.


Conta davvero se:

• è spesso elevata a digiuno

• aumenta progressivamente nel tempo

Conta meno se:

• il valore è isolato

• il test non è stato fatto a digiuno


L’autoanalisi è utile per monitorare, non per fare diagnosi.

 

Colesterolo totale: un numero da non leggere da solo

Il colesterolo totale è spesso il primo dato che si guarda.Ma da solo dice poco.

Conta davvero quando:

• è accompagnato da HDL e LDL

• si valuta il rapporto tra le frazioni


Conta meno se:

• ci si ferma al numero totale

• non si considera lo stile di vita


Un colesterolo totale “alto” non è sempre un problema, così come uno “normale” non garantisce automaticamente salute cardiovascolare.

 

Trigliceridi: sensibili allo stile di vita

I trigliceridi rispondono molto rapidamente a:

• alimentazione

• alcol

• sedentarietà

Questo li rende ottimi indicatori di abitudini recenti, ma anche facilmente influenzabili.


Conta davvero se:

• restano elevati nel tempo

• nonostante uno stile di vita equilibrato

Conta meno se:

• il valore è alto dopo periodi di eccessi

• non viene contestualizzato

 

Pressione: il numero che inganna più spesso

La pressione è un altro parametro frequentemente monitorato, ma anche qui il contesto è tutto.

Una misurazione elevata:

• dopo una corsa

• in un momento di stress

• in un ambiente affollato

può non essere significativa.


Conta davvero:

• la media di più misurazioni

• la ripetibilità nel tempo

 

I valori che contano meno di quanto pensi

Ci sono parametri che spesso generano ansia inutile se letti da soli:

• lievi scostamenti dai range

• variazioni minime da un controllo all’altro

• valori influenzati da fattori temporanei


Senza una lettura complessiva, questi numeri non raccontano una storia clinica.

 

Autoanalisi sì, ma con consapevolezza

Il vero valore delle autoanalisi sta nel:

• prevenire

• monitorare

• aumentare la consapevolezza

Non nel sostituire il medico o fare autodiagnosi.


Un confronto con il farmacista o con il medico aiuta a:

• interpretare correttamente i risultati

• capire se approfondire

• evitare allarmismi inutili

 

Usarle bene significa trasformare un dato in uno strumento di prevenzione, non in una fonte di preoccupazione.




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