Come dimenticare il Covid



Dai primi mesi del 2020, il mondo intero è stato travolto dal Coronavirus, inizialmente localizzato solo nell'epicentro della città cinese di Wuhan, catalogandosi come epidemia e, successivamente, ha interessato tutti i continenti del globo, dando vita ad una vera e propria pandemia mondiale.

I morti e le altissime diffusioni di contagio dovute alla gestione iniziale di questa emergenza sanitaria, ha dato vita alla prima vera quarantena globale, che ha interessato quasi tutti i settori commerciali, di trasporto e di istruzione, portando alla quasi totale

reclusione del genere umano all'interno delle proprie abitazioni, in cui i contatti con l'esterno sono stati, per oltre due anni, limitati al minimo.

Il protrarsi della pandemia, che ha conosciuto nel suo virus scatenante una serie di varianti ancora più contagiose e, talvolta, aggressive, ha determinato una crescita sempre costante di nuove patologie legate allo stato psicologico delle persone e al conseguente uso e, talvolta abuso, di farmaci anti depressivi e ansiolitici.

I lunghi periodi di quarantena, infatti, hanno portato un sempre crescente stato di ansia e di paura legato ad un possibile contagio e, in molti casi, sono stati riscontrati dei veri e propri disturbi post-traumatici da stress.


A più di due anni dall'inzio della pandemia, i contagi restano ancora elevati ma si sta arrivando alla fine ufficiale dello stato di emergenza.

Alla luce di questi dati, però, non tutti riescono a riprendere la propria vita in mano, un pò perché questi anni hanno condizionato la quotidianità di molti, facendola diventare quasi un'abitudine, e poi perché, l'inarrestabile risalita dei contagi ha portato sempre più persone ad auto limitarsi, sebbene le misure restrittive stiano pian piano calando.


Il consiglio di molti psicologi per dimenticare il Covid è quello di porsi innanzitutto un obiettivo; l'aspetto fondamentale da prendere in considerazione, infatti, è quello di una ripresa graduale alla propria vita di un tempo, piena di impegni e relazioni sociali ed è a quelli che bisogna puntare.

Scienza e Medicina hanno fatto passi da gigante nella lotta al Covid, individuando le terapie giuste che, se adottate in tempo, riducono al minimo le complicanze dei sintomi.

Bisogna dunque smettere di pensare a sé stessi come possibili malati o persone continuamente soggette al rischio di contagio. Pur mantenendo un comportamento responsabile, evitando luoghi troppo affollati o contatti con persone che cominciano ad avvertire i primi sintomi da Covid, si dovrà gradualmente tornare ad uno stile di vita "normale", dove le regole non saranno più imposte ma seguite responsabilmente da chi ha deciso, finalmente, di mettersi tutto alle spalle, e convivere con uno stato di apparente allerta, senza che però abbia ripercussioni stressanti sul proprio stile di vita.


Il senso di responsabilità è dunque, secondo gli esperti, la chiave giusta per superare e dimenticare il Covid e bisogna valutarla come la possibilità di saper riconoscere, anche in altri contesti e situazioni, quelli che sono i reali pericoli per sè e la comunità e ciò che invece è solo il frutto di una propria paura mista ad ansia, che possa prevaricare e avere la meglio sul proprio stato di salute mentale.


Ovviamente, uno stato di emergenza protratto così a lungo, che ancora non conosce una netta battuta d'arresto, non contribuisce a dimenticare del tutto il Covid, e forse non dovrebbe neanche farlo. Questo periodo così difficile, infatti, se da una parte ha portato ad un'incertezza generale, unita a forti stress e paure, dall'altra parte ha messo in evidenza l'importanza della prevenzione e della cura delle malattie, siano esse di origine batterica, virale o patologica.

La cura verso sé stessi e gli altri, il rispetto per le patologie dei più deboli, l'osservanza degli gli spazi e della privacy altrui, l'enorme senso di responsabilità verso bimbi e anziani, devono essere tutte racchiuse e messe al riparo nella propria memoria, come una sorta di "scuola" della vita.

Ciò di cui memoria e mente non hanno bisogno è proprio di tutta la sfera negativa legata al disagio, al senso di alienamento e insicurezza che ha pervaso sempre più persone, nel mondo intero, ormai da troppo tempo. Il consiglio degli psicologi è proprio quello di soffermarsi solo sui singoli episodi che richiedano il giusto grado di attenzione e allerta, senza pensare troppo a ciò che forse verrà, in che modalità e con quali conseguenze.


Il Covid è stato, per tutto questo tempo, lo specchio delle paure di ogni individuo, probabilmente non solo da quando sono iniziati i primi contagi, ma forse anche da molto prima. Non tutti hanno saputo gestire con fermezza e lucidità questa vicenda ed è per questo che, per chi ancora non si sente al sicuro e pensa di essere in perenne pericolo, il supporto psicologico di un esperto può soltanto migliorare la propria condizione mentale; solo chi è competente può trovare la giusta soluzione e prescrivere, qualora ce ne sia bisogno, dei farmaci che possano aiutare questo lento e delicato processo di superamento.



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